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abandon

ABANDON DE POSTE di Mohamed Bouhari Marocco/Belgio 2010 – 15’                                           
Confronto silenzioso tra una guardia giurata e una statua africana a grandezza naturale: la prima di turno davanti a un edificio, la seconda incatenata come gli antichi schiavi all’ingresso di una galleria d’arte. Sguardo ironico e disincantato sugli stereotipi del colonialismo e dello schiavismo attraverso le figure dei “nuovi schiavi” della società occidentale.

   

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AICHA È TORNATA di Juan Martin Baigorria, Lisa Tormena Italia 2011, col. - 33’
“Sono tornata…. Mi mancano gli amici, l’aria dell’Italia… Qui è come un carcere”. Le brevi frasi del prologo riassumono tutta la sofferenza di sei migranti ritornate in patria nelle province di Khouribga, Beni Mellal e Fkih Ben Salah, il cosiddetto "Triangolo della Morte", principale bacino d’emigrazione dal Marocco. Spesso costrette a rimpatriare contro la loro volontà, vivono l’umiliazione e la frustrazione della ricaduta nella miseria, sono riassorbite dalla famiglia e rimpiangono la libertà conquistata in Europa come donne.

   

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ASMARINA di Alan Maglio, Medhin Paolos,  Italia – 2015, 69’- Menzione speciale “Razzismo è una brutta storia” in collaborazione con Feltrinelli e premio Lenovo al FCAAAL 2015
La comunità eritrea/etiope è presente in Italia da almeno mezzo secolo, integrata nel tessuto cittadino in maniera socialmente e culturalmente attiva. A partire dal materiale fotografico e audiovisivo presente in archivi istituzionali e privati che costituisce la memoria collettiva della comunità e attraverso testimonianze dirette, il film raccoglie l’eredità delle storie personali e indaga le sfumature dell’identità e della migrazione. Ne risulta una narrazione corale che porta alla luce un’eredità postcoloniale fino ad oggi poco approfondita.

   

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BABYLON FAST FOOD di Alessandro Valori, Italia 2012, col – 15’
Mamadù, un ragazzo nato in Italia ma da genitori senegalesi, combatte quotidianamente la sua personalissima battaglia per essere riconosciuto a tutti gli effetti come un cittadino italiano. Ma ne' gli immigrati di prima generazione, tantomeno la sua anziana padrona di casa italiana, gliela vogliono dare vinta.

   

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BATAD di Benji Garci,a Filippine, 2006  col. - 91’
Batad è una località incantevole sulle montagne terrazzate delle Filippine, dichiarata come uno dei luoghi a rischio della terra dal World Heritage Committee. Difatti, come spesso accade, là dove le tradizioni si mantengono inalterate nel tempo, gli abitanti del luogo vivono in condizioni dure e difficili come nel passato, mentre i turisti accorrono sempre più numerosi per respirare il fascino dei tempi antichi. Da sempre la famiglia di Ag-ap vive in una casa capanna coltivando il riso con pazienza sulle terrazze. Anche Ag-ap, un giorno, dovrà decidere se partire o restare.

   

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GUELWAAR di Sembène Ousmane Senegal, 1992 col. – 113’
Un importante difensore dell’Africa incorrotta e libera è stato ucciso, ma, per un errore amministrativo, il suo cadavere, pur essendo egli cattolico, è stato sepolto nel cimitero musulmano. La disputa che scoppia tra i due gruppi religiosi e che sottolinea l’importanza ancora considerevole del rito, consente al regista di denunciare un’Africa che venera i doni dei benefattori stranieri col rischio di ritrovarsi nello stato di mendicante.

   

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LAND RUSH di Osvalde Lewat, Hugo Berkeley Camerun, Mali, UK, USA – 2012 – 58’
L’investitore americano della Sosumar, Mima, arriva in Mali per convincere i ministri a vendere la terra e i contadini ad affidarsi alla sua expertise agricola. Vuole creare grandi piantagioni di zucchero e dare lavoro e benessere a tutti. Il suo antagonista è un attivista maliano che si batte per la sovranità alimentare contro il governo del suo paese che sta svendendo la terra illegalmente alla Sosumar. Nel mezzo: i contadini della fertile piana del Niger, divisi, di fronte ad una decisione che cambierà radicalmente la loro vita.

   

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LES EMPREINTES DOULOUREUSES di Bernard Auguste Kouemo Yanghu - 2015 - France / Camerun - 18’ Premio Polis Srl al FCAAAL 2016
Nathalie, giovane francese di origini camerunesi, sta attraversando un momento difficile. Ossessionata dalla sua immagine, Nathalie vuole rifarsi il naso. A casa, a Tolosa, viene a trovarla dall’Africa la madre, ancora in lutto dopo 13 anni. Lo scontro tra madre e figlia su questa operazione servirà ad entrambe a fare un passo avanti nella consapevolezza e accettazione di sé.

   

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MADE IN MAURITIUS di David Constantin Isole Mauritius 2010 – 7’                                                    
Bissoon è un pensionato delle Mauritius alle prese con il commerciante cinese Ah-Yan, che cerca di vendergli una nuova radio. Bissoon resiste alle tentazioni della globalizzazione, ma poi cade vittima del marketing...
Una riflessione, condita con ironia e vivace senso critico, sul delicato rapporto uomo – ambiente – tecnologia, sullo sfondo della sempre più crescente “colonizzazione” cinese dell’Africa.

   

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PÈRE di Lotfi Achour Tunisia/Francia, 2014 Col. - 18’ – Miglior Film Arabo al Abu Dhabi Film Festival 201, Premio del Pubblico al Festival International du Court Métrage Clermont-Ferrand 2015, Premio Miglior Film al Rencontre Annuelle des Réalisateurs Tunisiens 2015, Premio Sunugal al FCAAAL 2015
Un giorno Hedi carica sul suo taxi una donna che sta per partorire. Questo breve incontro finirà per sconvolgere tutta la sua vita. Riflessione sulla paternità e sugli imprevedibili sviluppi delle relazioni di coppia.

   

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SUR LA ROUTE DU PARADIS di Uda Benyamina Marocco / Francia – 2011 video, col. - 43’ Premio eni al Miglior cortometraggio e Premio CEM Mondialità al FCAAAL 2012
Sarah et Bilal si sono trasferiti con la madre Leila in Francia in attesa di raggiungere il padre in Inghilterra. Sono clandestini, vivono in condizioni misere e devono rinunciare anche alla scuola per non esporsi. Respinti dalla società, attingono la loro forza dallo stare uniti e del godere di piccoli istanti di serenità come una corsa in bicicletta o una festa di compleanno. Ma anche quest’unico bene sarà messo in pericolo.  

   

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TERREMERE di Aliou Sow  Francia – 2015 - 32’ Premio ISMU al FCAAAL 2016
Abdoulaye vive nella periferia di una città francese. Quando il fratello muore in un incidente, decide di tornare in Mauritania per seppellirlo nella loro madre terra. Alcuni amici lo seguono in quest’avventura in auto, affrontando il deserto e la guerra, ma la difficoltà più grande risulterà del tutto inaspettata.

   

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THE MIRROR NEVER LIESdi Kamila Andini Indonesia – 2012 col. -  100’ Premio Fipresci all’ Hong Kong International Film Festival; Asian Film Award al Tokyo International Film Festival
La piccola Pakis non si dà pace ed aspetta il ritorno del padre pescatore scomparso in mare. Si aggrappa allo specchio che lui le ha dato, sperando con la magia di vedere la sua immagine riflessa. Favola sui miti dell’uomo e del mare, interpretata dalla popolazione dei Bajo, nomadi del mare, che vivono nell’arcipelago di Wakatobi, paradiso naturalistico dell’Indonesia. Il film evoca uno stile di vita perfettamente integrato con l’oceano, ma anche tragicamente alla sua mercé.

   

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TINYE SO di Daouda Coulibaly Mali 2010 – 25’ – Poulain di bronzo Miglior cortometraggio al Fespaco 2011; Premio eni al Miglior cortometraggio e Premio Cumse al FCAAAL 2011
Nella tradizione bambara gli antenati sono i detentori delle verità che guidano i viventi sulla via della conoscenza. Oggi gli antenati guardano dall’alto la città di Bamako e non sono contenti. Prendono la parola per l’ultima volta nella speranza che i viventi li ascoltino. Fine elaborazione cinematografica del dualismo tra tradizione e modernità, ispirata alla poesia del poeta senegalese Birago Diop.

   

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TU SERAS MON ALLIE' di Rosine Mfetgo Mbakam Camerun/Belgio - 2012  Formato: video, col. - 20' Premio CUMSE al FCAAAL 2013
Domé, una donna del Gabon, viene fermata all’aeroporto di Bruxelles e sottoposta a un lungo interrogatorio. I suoi documenti risultano falsi. Per entrare nel Paese chiede protezione agli spiriti e giunge a un atto estremo.

   

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UN METIER BIEN di Farid Bentoumi, Francia – 2015 - 25’   Premio Arnone – Bellavite Pellegrini Foundation al FCAAAL 2016
Alla morte della madre, Hakim, giovane francese di origini maghrebine, decide di trovarsi un buon lavoro e di mettere la testa a posto. Il quartiere non offre molto e Hakim si ritrova a vendere hijab in un negozio di abbigliamento gestito da ferventi mussulmani.

   

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UNE PLACE AU SOLEIL di Rachid Boutounes, Marocco/Francia, 2004, col. – 14’
Un uomo sulla sessantina nel giorno del pensionamento riceve dal Comune una medaglia per il lavoro compiuto. Vive in Francia da 1965, tutta una vita da immigrato al servizio della nettezza urbana. Invia in Marocco ad una donna senza volto e senza nome il riconoscimento ricevuto che lei appende con cura alla parete insieme a tutte le foto che hanno scandito i suoi anni di lontananza. E’ arrivato il momento di tornare al paese? Per ora si siede a prendere il sole al tavolino di un bar con gli altri pensionati…

   

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VISA, LA DICTEE di Abrahim Letaief Tunisia, 2004 col – 30’
Divertente parodia delle acrobazie sempre più sofisticate cui sono costretti i tunisini per ottenere un visto d’ingresso in Francia. L’ultima immaginaria legge sull’immigrazione impone un nuovo esame da superare: un dettato in lingua francese. Con zero errori si ottiene il visto. Per il povero Rachid comincia un’immersione forzata nel regno della francofonia: trasmissioni di France culture, musica di Trenet e nouvelle cuisine.

   

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WAALO FENDO di Mohamed Soudani (Là dove la terra gela) Svizzera/Algeria, 1997 col. – 63’
Milano, come Parigi e come tante altre città europee fa sfondo al dramma degli emigrati.
Il film è la storia di Demba e del fratello Yaro, immigrati senegalesi in Italia: la partenza dal villaggio, l'arrivo in Europa, la vendita degli accendini, la raccolta dei pomodori, la tragica fine di Yaro.

   

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YEMA E NEKA di Matteo Valsecchi, Italia, 2015, col – 25’
Un paesino di montagna, in Trentino, ripopolato da nove ragazzi etiopi, tutti adottati dalla stessa coppia che ha adottato anche tre adulti problematici: un record italiano o forse mondiale. Due dei ragazzi, Yema e Neka, corrono, vincono, battono altri record. Sono figli dell'altopiano africano: leggeri, veloci, resistenti. Due nuovi italiani che raccontano, in parallelo, la loro storia, e quella della loro straordinaria famiglia.


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